Se Fortebraccio fosse tra noi… Quanti impallinati

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Mi manca, mi mancano le sue intective culturali e virtuali... La classe non è acqua

Fortebraccio fu l’antesignano della nostra critica. Il suo credo: non offendere il personaggio ma nello stesso momento esporre quello che il personaggio era veramente e non quello che rappresentava. Non entro nel merito delle definizioni di Melloni (Fortebraccio) ma certamente era tagliente e intelligente. ” Se faccio l’elemosina sono una persona per bene, se dico basta con i poveri sono un comunista”. In questa sua definizione c’era tutto per intero il modo di essere giornalista. Era di moda definire con un detto un personaggio. Se salto allo sport, al calcio in particolare, Gianni Brera, definì Egidio Calloni, centravanti del Milan degli anni 70, ” lo sciagurato Egidio”, calcisticamente parlando. Ma erano i tempi nei quali , Angelo Moratti, papà di Massimo, cenava con noi da Roberto in Corso Sempione. Oggi se dice le balle sei creduto, appena tocchi una persona, sia pure virtualmente, sei esposto alla mercè dei tromboni. Pensate che Angelo Rizzoli, Presidente del Milan, ai suoi diceva spesso: “I giornalisti sono il sale, voi siete il pepe…” Oggi i cronisti sono, faziosi o servi, così una pletora di lecca culo orienta sempre malamente il personaggio sia politico sia sportivo. Cosa fare? Stare sempre dalla parte del lettore, il resto è vita!!!


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