Piero Ottone 90 anni

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Un intellettuale puro mai arrivista

Piero Ottone è stato il mio direttore al Corriere negli anni 70. Ho un ricordo che voglio far sapere a tutti. Collaboravo con Telemontecarlo e col Corriere d’Informazione. Un giorno del mese di Agosto, in mensa, in via Solferino, eravamo dieci persone, io e lui eravamo tra le dieci persone. Mi sedetti nel tavolo vicino, lui, Piero Ottone, direttore, mi disse: ” Venga qui, si sieda vicino a me”. Io tremavo, lui lo capì e iniziò a parlarmi della cronaca dell’Informazione che era ben fatta: “Mario Palumbo è bravo” mi disse. Segua Mario. ” Lei è un vero giornalista perchè da forza e voce al popolo, mi diverto a leggere la rubrica dei tifosi che lei tiene il lunedì”. Inutile dire che sono stato male dopo le parole di Piero Ottone, ma ero felice, un grande che mi preconizzò tutta la mia vita. Piero Ottone, a differenza di Montanelli, dopo la direzione del Corriere, diventò  solo collaboratore de La Repubblica, non volle nessun altro incarico professionale. Oggi compie 90 anni. Mille di questi giorni DIRETTORE da un suo umile discepolo.


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1 thought on “Piero Ottone 90 anni”

  1. Auguro anch’io ancora cento anni a OTTONE, poiché bisogna sempre avere rispetto per la persona umana, ma come DIRETTORE DEL CORRIERE E’ STATA UNA SCIAGURA. Un tempo, per fare capire che una cosa era giusta e vera, si diceva :”L’ha scritto il Corriere”. Per colpa sua che,in obbedienza alla Mozzoni Crespi, (altra disgrazia nazionale) lo fece virare a sinistra il Corrierone divenne Corrierino, perdendo autorevolezza, prestigio e lettori ( oltre a Indro Montanelli che lo abbandonò, insieme ad altri). E non mi riferisco alla Sinistra normale, ma a quella estremista, alla Capanna, che istigata dai vari Dario Fo-Franca RAME, e altri intellettualoni ( quelli che firmarono la condanna a morte del Commissario Calabresi) ci regalò gli di PIOMBO, i più brutti dai tempi della guerra, i quali con le loro spranghe di FERRO,facevano finire dentro casse di ZINCO chi non la pensava come loro (vedi il povero Ramelli), E, poi, altro che maestro, era uno dei tanti, con una prosa ordinaria e noiosa. Stava a Montanelli come Egidio Calloni a Diego Maradona, o Michel Platini. Trovati altr idoli, caro Pompilio. Se quel giorno ti dimostrò solidarietà e umana confidenza, non fece nulla di eccezionale, solo un bel gesto come fanno tanti altri. P.S.Anche se ono milanista,mi sei simpatico e ammiro la tua genuina passione per la Juventus.

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